A marzo, il programmatore Mihir Maroju ha creato un sito in cui gli utenti interagiscono con un presunto chatbot. In realtà, a rispondere alle domande sono altre persone in tempo reale, che hanno 60 secondi per formulare una risposta fingendosi un'intelligenza artificiale. Il progetto è nato come una protesta ironica contro la bassa qualità dei contenuti generati dall'AI. A sei mesi dal lancio, il sito ha registrato oltre 50 milioni di visite e mantiene una media di circa 16.000 utenti connessi simultaneamente.