La startup britannica Heata installa server domestici per convertire il calore di scarto generato dal cloud computing in acqua calda gratuita. L'azienda affitta lo spazio server a imprese e installa l'hardware nelle abitazioni, collegandolo ai boiler. Il calore prodotto copre fino all'80% del fabbisogno per l'acqua calda, riducendo così le bollette del gas. Heata si fa carico dei costi elettrici aggiuntivi del mini-server, garantendo un risparmio per i proprietari di casa. Il sistema, che richiede una connessione a banda larga veloce, fa parte di un settore in crescita che mira a riutilizzare il calore dei data center come alternativa sostenibile.